I processi produttivi possono essere accompagnati dall'emissione di gas, vapori, polveri o calore, che possono essere dannosi per la salute e il benessere dei lavoratori. Anche i requisiti tecnici dei processi di produzione, stoccaggio e imballaggio dei prodotti, nonché la manutenzione delle attrezzature, possono essere influenzati.
In termini di emissione di calore, il comfort lavorativo si ottiene attraverso una combinazione di condizioni ambientali, come l'umidità relativa e la temperatura dell'aria.
Gli inquinanti sotto forma di gas, vapori o polveri non devono superare una concentrazione massima ammissibile, che dipende da diversi fattori, come l'esposizione del lavoratore, la tossicità dell'inquinante e la gravità del lavoro.
Lo scopo della ventilazione industriale è quello di mantenere queste condizioni di lavoro sane, garantendo i requisiti prescritti per l'aria in un edificio. L'aria viziata viene estratta mediante aspirazione e sostituita da aria pulita, sia attraverso l'aria di alimentazione che in modo naturale.
La ventilazione può essere generale o localizzata. La ventilazione localizzata, particolarmente efficace nell'aspirazione di fumi e polveri, aspira l'aria inquinata nel punto in cui viene prodotta e ne impedisce la diffusione. Se la ventilazione localizzata non è sufficiente a mantenere la necessaria pulizia dell'aria, è necessario ricorrere anche alla ventilazione generale.


Gli aspiratori localizzati possono essere classificati in aspiratori chiusi, in cui la fonte di inquinamento si trova all'interno del collettore di aspirazione; aspiratori aperti, in cui il collettore si trova a una certa distanza dalla fonte di inquinamento; e aspiratori semiaperti, in cui il collettore si trova sopra la fonte di inquinamento.
Per risolvere i problemi di ventilazione è necessario sapere quanta aria estrarre e quanta immettere e come effettuare queste operazioni, cioè dove collocare le entrate e le uscite dell'aria e come progettare gli elementi che determineranno il tasso di rinnovo.
