Trattamento e smaltimento dei rifiuti chimici nell'attività quotidiana di laboratorio
Che cos’è un rifiuto?
Ai sensi della Legge sul riciclaggio e sulla gestione dei rifiuti (KrW-/AbfG), per “rifiuti” si intendono quei beni mobili di cui i proprietari intendono disfarsi o il cui smaltimento adeguato è indispensabile per salvaguardare il benessere pubblico e proteggere l’ambiente.
Come si generano i rifiuti in un laboratorio?
Il ciclo di vita di un composto chimico in un’università inizia con il reperimento dei composti necessari, che vengono prelevati dal magazzino oppure richiesti a un collega o a uno studente durante le lezioni di laboratorio.
I composti vengono utilizzati per la sintesi o per l’analisi. A causa della natura dell’applicazione, si generano materie prime contaminate, sottoprodotti, solventi usati e prodotti chimici usati, che devono essere smaltiti o eliminati, qualora non sia possibile il loro riciclaggio.
A differenza dei rifiuti industriali, i rifiuti chimici dei laboratori universitari sono solitamente costituiti da piccole quantità di miscele molto complesse. Nel loro insieme rappresentano una quantità significativa di rifiuti che deve essere smaltita dall’università a proprie spese.
Lo smaltimento corretto dei rifiuti di laboratorio, che può variare a seconda del luogo, dipende dal tipo di esperimenti condotti e dalle sostanze chimiche utilizzate.
Tuttavia, alcuni tipi di rifiuti pericolosi prodotti non possono essere smaltiti nella loro forma originale e devono essere prima trattati.
Con l’ausilio di processi adeguati, questi rifiuti possono essere bonificati nel luogo stesso in cui si formano.
Uno dei vantaggi della bonifica è che si riduce anche il rischio di contaminazione da parte di personale inesperto durante la manipolazione di tali rifiuti, o di incidenti legati agli stessi, evitando così anche i rischi di contaminazione ambientale.
