Prevenzione, riduzione ed eliminazione dei rifiuti di laboratorio
La soluzione migliore sarebbe, ovviamente, evitare fin dall'inizio la formazione di rifiuti.
Questo è anche l'obiettivo principale della legge tedesca sul riciclaggio e la gestione dei rifiuti (KrW-/AbfG), promulgata nel 1996. (Denominazione completa: Legge per la promozione del riciclaggio e per garantire uno smaltimento dei rifiuti rispettoso dell'ambiente.)
In base a tali norme, chiunque sviluppi, produca, tratti, trasformi o distribuisca merci è tenuto a prevenire la produzione di rifiuti.
Se non è possibile evitarli, occorre ridurre la quantità di rifiuti attraverso misure di raccolta differenziata e di riciclaggio. Infine, una volta compiuti tutti questi sforzi, i rifiuti residui devono essere smaltiti “senza rischi” per la salute e l’ambiente.
Il riutilizzo dei rifiuti di laboratorio può avvenire, ad esempio, nel caso dei prodotti chimici utilizzati, previa adeguata operazione di riciclaggio. Ciò vale, in particolare, per i solventi usati.
I solventi organici come l'etanolo, l'acetone, il cloroformio e l'etere dietilico vengono raccolti separatamente nei laboratori e preparati mediante distillazione.
Durante tutte le operazioni (esperimenti chimici) in cui si formano grandi quantità di rifiuti, occorre verificare attentamente se sia possibile ridurne la quantità adottando misure adeguate (ad esempio, condizioni di reazione alternative, riduzione della scala di volume degli esperimenti).
Solo nel caso in cui non sia possibile ridurre ulteriormente la quantità di rifiuti attraverso la prevenzione e le misure di riciclaggio, lo smaltimento dei rifiuti deve avvenire nel rispetto delle normative.
